Cogliere il futuro. “La insostenibile convenienza delle energie fossili”

Siamo sulla soglia di un punto di svolta. Globale, non solo energetico, e probabilmente epocale. Una importante discontinuità politica si è determinata in Italia proprio mentre è nella fase terminale una vasta e complessa trattativa europea sugli obiettivi del periodo 2020-30, in riferimento al complesso di azioni necessarie a ridurre l’impatto del sistema economico sul cambiamento climatico in corso.

Oggi abbiamo un governo nel quale l’area politica in questi anni dichiaratamente più sensibile alle prerogative dell’ambiente detiene i ministeri chiave per intervenire e che è capitato giusto in un momento ineluttabile nel quale non si può più far finta che ci sia ancora altro tempo. Un governo che ha subito preso posizione nello scontro tra il Parlamento Europeo, che proponeva target sfidanti, e la Commissione Europea, che puntava ad una sostanziale continuità con l’atteggiamento prudente fin qui tenuto. Nello scontro tra le ragioni dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile da una parte, e della redditività delle tradizionali filiere produttive ed industriali dall’altra ha, per ora, preso posizione per le prime.

Indicatori apparentemente astratti, come l’energia prodotta da fonti rinnovabili sui consumi finali (per la quale si è stabilito un target al 32%, scegliendo tra la forchetta tra il 30 della Commissione ed il 35% del Parlamento), o l’efficienza energetica, si devono ora stabilmente tradurre in concreti investimenti, nella riattivazione di filiere produttive di lavoratori ed aziende un tempo floride, nella riduzione dell’impronta indelebile e irreversibile che poniamo sul mondo.

Per dire di un nodo cruciale: il punto probabilmente di maggiore discussione nel prossimo futuro, è il ruolo dell’autoconsumo nel sistema. È palese, infatti, che il tipo di tecnologia in grado di produrre energia rinnovabile è per sua natura diffusa, fortemente scalabile, adeguabile alla scala del consumo. Tuttavia sono presenti ancora immensi investimenti pregressi non ancora ammortizzati in capitale fisso (impianti termoelettrici ridondanti, reti di distribuzione capillari) che in caso di una diffusione massiccia delle pratiche di autoconsumo, realmente scevre da qualsiasi forma di meccanismo disincentivante (leggasi forme di premialità in bolletta che spostameno le componenti energetiche variabili su costi fissi, premiando i comportamenti energivori) potrebbero diventare zavorre superflue e finanziariamente in perdita.

Questo è il grande problema davanti al quale si trova da molti anni il sistema elettrico mondiale. Un cambiamento lento ed inesorabile che distribuisce benefici sulla comunità a scapito di pochissimi players energetici. Con lo stesso rapporto iniquo, ma stavolta invertito, secondo il quale sono sempre le moltitudini più povere a pagare la parte più salata del conto delle devastazioni climatiche e del riscaldamento globale.

Per svoltare occorre avere coraggio, ATER si augura che il nuovo governo finalmente lo avrà. L’associazione è nata con l’intento di riunire insieme tecnici professionisti di provata esperienza nel campo delle energie rinnovabili, e dal 2012 è stata foriera di iniziative e azioni a supporto degli aderenti, raccogliendo istanze, come riuscendo a portare voci autorevoli, rappresentative, coese ed indipendenti, ai tavoli delle istituzioni e aprendo canali diretti di dialogo.

Il settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, che già è in progressiva crescita, si gioverà della fissazione del target al 2030, ma ha bisogno di una coraggiosa rimozione dei tanti vincoli e lacci all’autoconsumo (regolazione prosumers, centrali virtuali, contratti di lungo periodo), di una regolazione non punitiva dei Titoli di Efficienza Energetica, e del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica, del potenziamento dell’Ecobonus per tutti gli edifici (e non solo per gli immobili residenziali), di misure per l’illuminazione pubblica e il retrofit degli edifici della pubblica amministrazione. Per fare ciò è necessario anche rivedere la SEN, adattandola ai nuovi obiettivi, e definire il Piano Clima-Energia, in prima stesura entro la fine dell’anno.

Inoltre, e non secondario, è indispensabile ridefinire mandato e direzione delle agenzie che in questi anni troppo spesso non hanno convinto appieno nella loro missione superpartes, velocizzando la transizione. Troppo spesso infatti in questi ultimi anni l’Arera e il Gse hanno sopravanzato i loro rispettivi riferimenti politici (Parlamento e Ministero Sviluppo Economico) presentandosi quasi come attori protagonisti nel tracciare la linea politica.

Se questi nodi saranno affrontati, il prossimo decennio sarà caratterizzato da un’intensa trasformazione delle modalità di produzione e degli stili di vita che vi sono connessi, in direzione di una maggiore sostenibilità energetica ed ambientale. Detto in altro modo, la sfida epocale non più rimandabile che influirà sulla stabilità e qualità della vita a livello globale non potrà che passare attraverso lo sfruttamento di energia pulita, accessibile e distribuibile orizzontalmente a tutti, in quanto patrimonio naturale e gratuito, della e per l’umanità tutta.

Di fatto, in una società ormai interconnessa e la cui sopravvivenza è inesorabilmente destinata ad essere sempre più dipendente dall’energia elettrica, si faranno strada pratiche di produzione e consumo di energia molto più adatte alle caratteristiche sociali e produttive dei singoli territori (es. storage, e-mobility, e-farm, ecc).

In questa transizione energetica avrà successo solo chi riuscirà ad utilizzare in modo sinergico e creativo i molti strumenti messi a disposizione e noi tecnici del settore dobbiamo necessariamente affrontare con forte ottimismo questo periodo poiché il contesto di multidisciplinarità in cui si muovono le rinnovabili e l’efficientamento energetico richiederanno sempre più competenze specialistiche.

Riteniamo di essere titolati, adeguati e pronti come non mai a guidare la transizione energetica grazie alle competenze maturate in oltre un decennio di forte sviluppo delle rinnovabili: possediamo il know-how, abbiamo consolidato tecnologie pulite mature, stiamo già lavorando con tecnologie innovative in forte espansione. E soprattutto, abbiamo e ci mettiamo passione, ancora e tanta.

Tutto questo speriamo e davvero auspichiamo, in un quadro politico nuovo e coraggioso, al quale siamo disposti a dare tutto il nostro supporto professionale, concreto e libero, per garantire stabilità di indirizzo a lungo termine.

 

Consiglio Direttivo ATER

ATER - MSA sulle criticità del documento tecnico GSE

In data 01/05/2015 il GSE spa ha pubblicato il "Documento Tecnico di Riferimento per il mantenimento degli incentivi" (DTR).

 

Il Gestore ha disatteso molte delle indicazioni fornite dagli operatori del settore nella fase di consultazione, pubblicando un testo volto all'inasprimento burocratico, oltre che finanziario, in capo ai produttori con inaccettabili elementi di retroattività che introduce inoltre disparità di trattamento tra chi non migliora la produzione o attua manutenzioni e chi, correttamente, lo fa.

 

Il sistema così strutturato penalizza assurdamente i secondi e quindi l'efficienza del parco di generazione italiano.

 

ATER, riconoscendo al GSE spa il giusto ruolo di soggetto attuatore, chiederà una proroga all'entrata in vigore del testo con l'auspicio di un aperto dialogo tra le parti volto a correggere gli aspetti più critici del DTR.

 

La comunicazione in formato PDF:

www.assotecnicirinnovabili.org/index.php/2012-06-22-10-06-40/finish/3-documenti-informativi/102-lettera-al-gse-maggio-2015-dtr

 

 

 lettera GSE maggio 2015

 

Proposte di ATER e MSA per Green Act circa le rinnovabili elettriche

Logo Ater 1Logo Msa

 

“Misure per la stabilizzazione del sistema elettrico e la promozione della transizione energetica”

17 marzo 2015

 

Introduzione

Negli ultimi anni il sistema elettrico italiano ha subito una profonda trasformazione determinata dalla contemporanea riduzione dei consumi elettrici e dalla crescita delle rinnovabili elettriche arrivata sino a superare stabilmente il 45% della produzione nazionale. Questa tenaglia si è stretta intorno ad una capacità produttiva da fonti tradizionali fossili in evidente e massiccia sovracapacità ed ha portato all’attuale ridotto sfruttamento delle centrali. D’altra parte anche la dipendenza del paese con l’estero è in forte calo, sia per effetto della crisi, sia per la produzione da rinnovabili che comporta un notevole risparmio di gas naturale.

Per cogliere le opportunità è necessaria una trasformazione radicale del sistema energetico per far fronte alle conseguenze relative al cambiamento climatico e assicurare insieme la competitività del sistema produttivo garantendo la sicurezza ed accessibilità energetica a tutti i cittadini.

 

Considerando la cessazione gli incentivi al fotovoltaico, restano dunque, per garantire la definitiva indipendenza del settore, alcune criticità da superare:

-          Anche a causa dell’imponente restrizione creditizia è ancora necessario sostenere le piccole istallazioni, che non riescono a giovarsi in modo efficiente di economie di scala ed ottimizzazioni logistiche, ma rappresentano comunque la grande maggioranza degli utenti e rappresentano -più di ogni altra cosa- l’ideale della generazione diffusa. Le piccole istallazioni non pesano sul sistema elettrico, ma al contrario riducono la necessità di trasformazione e dispacciamento, come risulta anche da recenti prese di posizione di TERNA.

-          Il sostegno va garantito senza incrementare i costi per i bilanci pubblici o delle famiglie.

-          Con le opportune politiche l’offerta di generazione elettrica e termica da rinnovabili si adatterà progressivamente alle reali necessità energetiche del paese. Tramite l’associazione di produzione e consumo il sistema energetico del paese passerà infatti da un superato modello “produzione<->trasporto<->consumo”, ad un più adatto allo stato della tecnologia ed efficiente “produzione/consumo<->trasporto<->consumo/produzione”. Un sistema nel quale, grazie a reti intelligenti e capacità di accumulo ben progettate, il trasporto dell’energia (previa trasformazione) svolgerà solo una funzione ancillare e residuale. Nel quale saranno necessarie capacità di riserva (e dovranno essere remunerate equamente), ma il baricentro del sistema sarà la generazione diffusa da fonte rinnovabile immediatamente utilizzata.

-          Per sostenere questa trasformazione è necessario semplificare ulteriormente il quadro delle norme e delle autorizzazioni. Con la necessaria prudenza, al fine di distinguere tra casi effettivamente semplici e casi nei quali è opportuna invece una valutazione attenta. 

 

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Comunicato riguardo l'adeguamento ISTAT per Impianti FV in 1° Conto Energia

C'era una volta il Primo Conto Energia

Quasi 10 anni fa in Italia partì l'avventura del fotovoltaico, dopo le timide leggi regionali che avevano applicato il programma di finanziamento nazionale (1.000 e poi successivamente 10.000 tetti fotovoltaici), arrivò il tanto atteso decreto di incentivazione in "Conto Energia", ovviamente in ritardo di un anno rispetto a quanto stabilito da un celebre Decreto dell'allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Finalmente una legge che invece di dare soldi a pioggia premiava gli impianti funzionanti!
La novità di un incentivo sull'energia effettivamente prodotta è stata una vera rivoluzione, non è certo un caso che questa idea sia arrivata dal Nord Europa. Per noi tecnici, per i pochi che allora ambivano ad esercitare la propria professione nel campo delle energie rinnovabili, è stato sicuramente un inaspettato colpo di fortuna ritrovare in Gazzetta Ufficiale il "DM 28 Luglio 2005".
I prezzi dei moduli fotovoltaici erano letteralmente proibitivi, un impianto domestico con potenza di picco di 3kWp costava all'utente finale una cifra prossima ai 30.000€, i pochi che hanno avuto comunque il coraggio di mettersi in gioco hanno fatto investimenti importanti, per la maggior parte di loro non si è trattato di semplici speculazioni economiche ma di una vera scelta etica, un impegno concreto verso un futuro sostenibile.
L'incentivazione al fotovoltaico è stata una vittoria planetaria, i prezzi mondiali sono stati abbattuti proprio grazie al nostro Paese, tanto che oggi lo stesso impianto da 3kWp può essere installato spendendo il 75% in meno.
Ma in questo Paese non si può mai stare tranquilli, infatti il legislatore nel 2006 emanò un decreto con norme retroattive che annullavano l'adeguamento ISTAT per le tariffe incentivanti degli impianti del 1° Conto Energia. Ci fu una battaglia legale e nello stesso anno un ricorso al TAR della Lombardia annullò le norme retroattive.
Nel 2012 il Consiglio di Stato annullò gli effetti del ricorso, ed in questi giorni tutti i possessori di un impianto fotovoltaico realizzato col 1° Conto Energia stanno ricevendo le raccomandate da parte del GSE dove viene ripristinata la tariffa incentivante, annullato l'adeguamento ISTAT e attivato il procedimento di recupero delle somme erogate in ragione della tariffa superiore a quella iniziale.
I soggetti hanno solo 10 giorni per tentare di opporsi in forma scritta!
Immaginiamo quante persone si ritrovano all'improvviso un danno che può essere approssimato in 1.000€/kWp e che non sanno proprio come rispondere.
In realtà esiste già un ricorso al TAR del Lazio, non si sa come andrà a finire e si teme che questa battaglia dovrà necessariamente spostarsi sul piano politico e istituzionale.
Cosa può fare un Soggetto Responsabile quando riceve la fatidica raccomandata dal GSE?
La prima reazione a caldo è quella di trovare in fretta e furia un avvocato e di rispondere per le rime, ma i tempi sono strettissimi e riuscire trovare un avvocato già preparato e "sul pezzo" si rivela un'impresa disperata.
Abbiamo ricevuto molte lettere e segnalazioni che ci chiedono aiuto in tempi brevi, ATER non ha avvocati al proprio interno e possiamo solo constatare che il GSE non fa altro che applicare la legge, il problema sta a monte e come sempre più spesso ci troviamo a constatare che sono sempre gli stessi a pagare il conto.
La sentenza del Consiglio di Stato è del 2013 e il GSE si è mosso con due anni di ritardo; quindi, fatta salva la prescrizione del credito, sulla quale si dovranno esprimere gli organi competenti e facendo quindi riserva di opporre nelle sedi opportune l'istanza di prescrizione parziale, ci sentiamo di suggerire che si può legittimamente richiedere almeno la dilazione della restituzione in considerazione del tempo intercorso dai fatti ed anche dalla sentenza in oggetto.

ATER

Delibera 574/2014/R/EEL

Segnaliamo con piacere che è stata pubblicata dall'Autorità il 21/11/14 la Delibera 574/2014/R/EEL relativa all'integrazione dei sistemi di accumulo di energia elettrica nel sistema elettrico nazionale. Tale provvedimento è da tempo atteso dagli operatori del settore essendo, ad oggi, molti i punti oscuri sulla compatibilità degli impianti di produzione esistenti e la possibilità di accumulare energia, oltre che sulle modalità di accesso alla rete.
L'Autorità ha pertanto aggiornato il "TESTO INTEGRATO CONNESSIONI ATTIVE (TICA)", imponendo ai distributori di rete tempi entro i quali dovranno aggiornare le loro procedure per accogliere sulla rete questa nuova tipologia di impianti.
Nel merito della compatibilità con le tariffe incentivanti, gli unici veri esclusi sono gli impianti in PRIMO conto energia.
La pubblicazione ha preceduto di sole 24 ore il termine massimo entro il quale era possibile presentare osservazioni al CEI (Comitato elettrotecnico Italiano) sui progetti di modifica delle norme tecniche di riferimento CEI 0-16 e CEI 0-21, che completeranno il percorso normativo per rendere ufficialmente e totalmente attuabili gli storage.
A seguito dell'aggiornamento delle Norme CEI l'Autorità potrà fare revisioni o modifiche alla Delibera entro il 31/12/2014, ciò significa che le Norme CEI 0-16 e CEI 0-21 saranno pubblicate entro il mese di Dicembre 2014.

ATER ha partecipato inviando le proprie osservazioni sui documenti CEI in inchiesta pubblica, in particolare nelle definizioni abbiamo riscontrato che vengono stabilite solo due possibili "modalità" di utilizzo dei sistemi di accumulo:

1) COME UPS
2) COME UN GENERATORE, nel qual caso valgono per esso tutte le regole presenti e future applicabili ai generatori statici connessi alla rete elettrica nazionale.

Abbiamo osservato che non c'è alcuno spazio per qualsiasi modalità di utilizzo intermedio, cioè non è definito e non trova considerazione alcuna l'ipotesi di poter installare sistemi di accumulo destinati al solo autoconsumo dell'energia autoprodotta da FER e CAR.
Per questo ATER propone di aggiungere ai progetti normativi i 

- GRUPPI DI GENERAZIONE PER AUTOCONSUMO-
La presenza di un sistema di accumulo dedicato esclusivamente all'autoconsumo dell'energia elettrica in un qualsiasi impianto comporterà che il suddetto sistema di accumulo non possa essere considerato, ai fine delle presenti Norme, come generatore.
Tale sistema potrà essere alimentato da impianti a fonti energetiche rinnovabili e da sistemi di cogenerazione ad alto rendimento, e all'occorrenza anche dalla rete elettrica nazionale; un sistema di interfaccia garantirà che esso non possa mai immettere energia elettrica nella rete di distribuzione oltre il punto di connessione.

Vi rimandiamo al testo della delibera per un'attenta lettura..

AEEG- Delibera 574/2014/R/EEL